sabato 26 maggio 2018

Suono aereo e a fuoco, staccato dalla gola

Ciao a tutti,
in questi giorni ho ricevuto diverse richieste in cui mi è stato chiesto di scrivere ancora qualche post su come ottenere un suono alto, aereo e a fuoco, staccato dalla gola. Premetto sempre che la scelta migliore e ottimale è quella di fare lezioni dal vivo poichè la tecnica vocale, dal mio punto di vista, non è un insieme di nozioni da applicare pedissequamente, ma va costruita sempre considerando le peculiarità del singolo cantante e in un ottica di interscambio. Anche se sono contento di sapere che il materiale che posto vi è utile, considerate sempre quanto detto sopra. 
Come ottenere un suono aereo, a fuoco e staccato dalla gola? Le strade sono infinite, in questo post suggerisco una possibile direzione, sperando di essere sempre chiaro e utile.

Dunque, spesso i cantanti neofiti usano la gola per cantare, ovvero ci si concentra sul suono che nasce in questo punto, la conseguenza è che più si sale in acuto e più la voce può stringersi, ciò è acuito dal fatto che l'interno del cavo orale viene tenuto irrigidito oppure manca la morbida dilatazione interna che permette alla voce di salire in alto, uscire ampia e morbida. 

Un suggerimento che potrebbe aiutare è quello di pensare al moto di piacevole sorpresa.


Provate ad inspirare mimando questo movimento e concentrandovi sulla dolce e morbida dilatazione interna, come un senso di spazio all'interno del cavo orale che viene  a crearsi. Provate a mimare questo gesto dicendo una HA, ripetete fonando e mantenendo poi la vocale A per qualche secondo. Importante tenete la mandibola e mento morbidissimi. Dunque ampiezza del cavo orale e mento morbido. Sentirete una A alta e ampia’ lasciate che si espanda su tutto il
volto e proiettatela lontano. A livello tecnico, senza entrare in dettagli inutili per questo fine, il palato molle resta alto e le pareti della faringe e tonsillari restano dolcemente dilatati, questa posizione è ottimale per permettere alla voce di andare in alto morbida e ampia, eliminando l'uso della gola. 
Questo senso di ampiezza va sempre mantenuto cantando, attenzione: non si deve tendere la muscolatura del cavo orale in modo rigido e meccanico ma affidatevi sempre alle sensazioni e alle immagini mentali, pensando a qualcosa di piacevole, si tratta di una dilatazione morbida. 

Ora suggerisco un'altra immagine che è stata spesso utile con gli allievi ed ha sortito presto benefici effetti, è un esercizio semplice.
Porre un dito bilateralmente nella parte posteriore degli zigomi (all'altezza del condilo), inspirare con moto di sorpresa e, mantenendo lo spazio aperto e dilatato, pensare che il suono sale e arriva dove avete posizionato le dita e da li gira come una cupola in avanti, proseguendo sempre dritto al volto, come se seguisse una strada piana e ampia. 
Lasciate che la risonanza si espanda sul volto. 
Ho preparato quest'imamgine che spero possa rendere visivamente chiaro l'esercizio: la freccia arancione è il fiato/suono che sale in alto e arriva al cerchio viola (punto in cui avete posizionato il dito), qui è come se il suono esplodesse e proseguisse con un gesto a semicerchio o a cupola diregindosi acanti al volto. Esercitatevi sulla HA, pensando ad un fiato caldo come se alitaste o appannaste un vetro, cantate su piccoli intervalli di treza o quinta ascendendo e discendendo di semitono in semitono e poi passate a sperimentare anche la latre vocali, tenendo come punto di riferimento il fare salire la voce dove avete posizionato il dito. Pensate sempre a tanto fiato che esce e in modo continuo verso l'esterno. Successivamente potete sperimentare piccole frasi cantate.


 Spero vi sia stato utile, come sempre per qualsiasi dubbio contattatemi.

A presto

mercoledì 21 febbraio 2018

Il primo passo per impostare la voce

Ciao a tutti mi avete scritto e inviato molte richieste in merito all’ultimo post sull’uso della sillaba UO. Ho avuto modo di constatare che alcuni di voi hanno assolutizzato questo suggerimento per cui la voce risulta un po’ appesantita. Si tratta come spesso ripeto di suggerimenti che offro sulla base delle vostre richieste, ma raccomando vanno sempre contestualizzati con la guida di un insegnante. Come ho espresso molte volte e ho riportato nel mio libro la base di tutto per impostare la voce sono la respirazione, il sostegno e l’appoggio. In merito alla voce essa prima deve trovare la punta, l’altezza e  la proiezione, e’ necessario creare un suono alto e aereo sganciato dalla gola. Personalmente ho sempre trovato meraviglioso l’esercizio sulla HN (una N ipernasalizzata). Come se il suono nascesse in alto nella testa, e fosse dominato da lì, lasciando sotto tutto morbido. La hn risuona alta e avanti quasi all’attaccatura della fronte. All’inizio  e’ importante pensare che il suono nasca già in quella posizione e non venga portato su. Potete trovare nei post precedenti sufficienti spiegazioni, non serve che mi ripeta. Alcuni allievi hanno trovato utile il
suggerimento di pensare al suono come una sorta di bollicina che nasce già alta nella testa,  che si può localizzare con la HN e che fluttuando sempre in alto si espande poi in ogni direzione a 360 gradi : davanti al volto, sopra e dietro la testa e in basso verso la gola. Ad essere più creativi e fa fantasiosiosi si può pensare che il nostro cervello sia la voce è da lì si espande. :-)).
Ripropongo l’esercizio sulla HN con bocca aperta e mandibola abbassata e rilassata, da vocalizzare su terze e su quinte oppure su quinte discendenti, pensando proprio all’immagine della piccola
bolla o una sfera di luce che una volta isolata in  alto e sospesa emana energia e suono in tutte le direzioni. Solamente dopo si può pensare alla qualità del suono secondo il repertorio e il genere attraverso un uso consapevole e mirato dei risuonatori (ad esempio per la voce lirica con risuonatore verticalizzato, allungato ma ampio con l’uso della UO ad esempio; oppure risuonatori a sorriso per un repertorio più leggero, ecc. ) Un bravo cantante deve sapere modellare con flessibilità la propria voce secondo repertorio, il colore che vuole dare, il volume, l’intensita, l’emozione che desidera esprimere. Aiutandosi anche con il corpo e la mimica del volto, dal pensiero di ciò che si desidera comunicare. Il cantare significa entrare in contatto con le proprie emozioni, sentirle e saperle modella re con questo strumento meraviglioso che e’ la voce. Il canto all’inizio va pensato è allenato per coordinare tanti aspetti ma poi gradualmente tutto si integra e cantare diventa una seconda natura. Ci vogliono però tempo e costanza non si impara a cantare solamente attraverso un esercizio o curando qualche aspetto specifico ma si parte dalle basi e gradualmente si procede. Non va persa mai però l’intenzionalità nel cantare con lo studio dello spartito, delle intenzioni dell’autore, il rispetto per i segni di dinamica e agogica, e così via.
Vi lascio presto un’immagine semplice, fatemi sapere :-)



Quando vi esercitate sulla HN con bocca aperta pensate sempre al flusso di aria continuo come se foste dei ventilatori, senza interuzione. Fermatevi anche a sentire che la Hn vibra nel triangolo che ho posto in figura. :-)


lunedì 12 febbraio 2018

Dalla voce nasale e schiacciata ad una voce rotonda e morbida ma in maschera

Ho ricevuto molte domande e richieste di aiuto alla mail, mi scuso se rispondo in ritardo. Cercherò di farlo sperando di poter essere chiaro, considerando il limite del web, come sapete e ripeto ogni cantante è differente e dunque è necessaria una valutazione dal vivo. Molti di voi mi hanno posto il problema di come poter passare da una voce nasale e schiacciata ad una voce rotonda, piena e morbida ma in maschera, sopratutto nel canto lirico. 
Cercherò di dare un suggerimento, ho preparato anche delle immagini che possano aiutare a comprendere i concetti che andrò a esprimere. 
Partiamo dall'inizio dal tragitto delle corde vocali, dove si produce il suono primario, la voce sale  ed esce dalla bocca. Questo è il percorso a cui siamo abituati, nel canto è importante servirsi di immagini mentali e di esercizi per arrivare ad un effetto acustico di suono impostato correttamente: squillante, rotondo, omogeneo, morbido e capace di espandersi nell'ambiente senza uso di microfoni, sfumando dal piano al fortissimo. Qante qualita, eh?! Lo studio del canto lo dico spesso è un percorso impegnativo e richiede passione, studio, costanza.


Nel canto dobbiamo aiutare la nostra voce a non uscire "piatta" dalle corde vocali alla bocca ma ad innalzarsi oltre il cavo orale (la bocca), per arrivare al palato molle (o velo pendulo posto posteriormente), superarlo con un giro a parabola,  ed indirizzarsi negli ampi spazi del retronaso (rinofaringe), dirigendosi poi fuori dal volto (la famosa "maschera vocale"). 
Ciò che mi avete segnalato è che in questo passaggio alcuni di voi schiacciano la voce nel tentativo di mandarla "nel naso", rendendola stretta. Maschera non significa voce nel naso.  
Nel canto, sopratutto lirico, è importante che il palato molle venga mantenuto dolcemente alto, dilatato ed elevato, proprio come avviene in un gesto iniziale dello sbadiglio. Molti insegnanti suggeriscono l'idea dello sbadiglio, la cosa importante però da chiarire è che non si deve pensare ad uno sbadiglio che apra la gola verso il basso e indietro verso il collo o verso il petto,  perchè ciò crea voci artefatte, arretrate e ingolate. Il suggerimento è da intendersi come pensare all'inizio dello sbadiglio, con un senso di ampiezza verso l'alto e fuori, come se aprissimo la parte posteriore del palato per fare salire lo sbadiglio. Prorpio come se lo sbadiglio alzasse il palato molle e lo dilatasse verso l'alto e fuori. Questo è un primo punto che va chiarito, dagli audio che mi avete mandato e che poi avete confermato a voce, l'idea era quella di sbadigliare come per "mangiare la voce, di aprire dietro e in giù verso la gola". alcuni mi hanno riportato il suggerimento ricevuto dal docente di pensare di mangiare una grossa mela e aprire la gola, quasi come per dilatare lo stomaco. Questo a mio avviso comporta grossi rischi, perchè l'oboettivo è creare uno spazio orale e rinofaringeo dolcemente ampio, affinchè il suono prodotto dalle corde vocali possa salire e arricchirsi.
Provo a suggerirvi un semplice esercizio utilizzando le vocali posteriori e scure U e O, ne ho parlato nel mio libro "Semplicemnete cantare".
Prima di tutto localizzate il palato molle doce c'è ugola e il velo del palato, ho trovato questa bella immagine in rete.


Pensate alla posizione dietro al palato molle come se vi fosse una sorta di porta che si apre e permette al suono di salire nei piani superiori.


Vi chiedo di allenare la voce posizionando la gola e la bocca come se diceste U ma cantando una O scura (come nella parola  ora, orco), quella che si forma è una sillaba mista UO. Quali sono i pregi? 
Il cavo orale si verticalizza, il palato molle si alza e si apre la porta per fare salire la voce in alto e avanti, le labbra sporgono in avanti e la mandibola si abbassa. Quindi dalle corde vocali la voce sale dietro al palato, gira sopra ad esso ed in avanti, in questo modo:









Ho trovato utile l'immagine di pensare di avere un tuboflessibile tra corde vocali e palato molle oppure un flauto in cui soffiare la voce. 

Raccomando mantenendo la posizione UO (rilasciate la mandibola e lasciate che le labbra sporgano un po, con l'idea di risucchiare le guance), di fare salire il suono e pensare pensare di riempire con esso gli spazi del retronaso,  mantenendo costante l'idea della voce che va sempre fuori dal volto, circa all'atezza degli occhi o tra le sopracciglia. Mai lasciare il suono indietro o farlo cadere in gola, ma soffiarlo sempre nel "flauto ideale" posto nel faringe, farlo "girare" sopra al palato e in avanti.  Nelle foto sottostanti lascio un esempio visivo per la posizione per UO.




Allenatevi inizialmente vocalizzando in questa forma mista UO, essa favorisce l'apertura della gola, l'innalzamento del palato molle. Mantenendo la verticalità e questa forma "ovoidale", questa sorta di "tubo flessibile" partendo da UO, senza fare modifiche a questa confromazione ma modificando solamente labbra, provare a pronunciare di seguito UO: A (che rosulterà simile ad una AO), E (che risulterà simile ad una EU o una EO), I (che sarà un mosto tra IU). Questo allenamento è preferibile svolgerlo con la guida dell'insegnante. L'antica arte del Belcanto era basata proprio sul impostare la voce in una "forma chiusa", ottenibile ad esempio con la sillaba mista UO.
Esercitatevi su UO con vocalizzi su terze, quinte, quinte e none, arpeggi, ecc, lasciate che la voce salga in alto come per dirigersi verso la parte alta della testa e giri poi in avanti.
Un'immagine utile è più si sale e più di pensa alla vocale O scura ampia, con tanto spazio nei risuonatori anteriori.
Spero di essere stato in qualche modo utile, almeno nella comprensione teorica, ricordo che è fondamentale farsi guidare da un insegnante!
A presto






martedì 21 novembre 2017

Esercizio per immascherare il suono

Ciao a tutti, mi avete scritto in tanti chiedendomi consigli sul suono in maschera, su come renderlo "a punta, a fuoco, omogeneo e girato in avanti.
Ho preparato questo post con scopo sempre puramente didattico, per offrire delle immagini e degli esercizi che spero possano essere di aiuto, prendendoli dalla mia pratica ed esperienza.In questo post userò una terminologia semplice e alla mano, ciò per rendere i concetti accessibili a tutti.
Per sperimentare le risonanze in maschera mi avvarrò del gesto spontaneo che si effettua quando si ha male di testa o ci si concentra e si mettono due dita tra gli occhi. Sfruttando questa imamgine sugerisco di porre le dita tra i due occhi e pronunciare la sillaba MI o NI, avendo cura  di farla risuonare proprio dove abbiamo posto le dita. Prolungare il suono il più possibile e sfruttare il feedback sensoriale. 



Successivamente cantare su vocalizzo di terza ascendente, oppure di quinta  sulla sillaba NI o MI avendo attanzione di fare risuonare tutte le note del vocalizzo "in mezzo agli occhi", sentire sempre lo squillo, lo "schiocco" del suono che "batte in avanti". Tutti i suoni sono in avanti e si concentrano nella zona tra gli occhi. Il suono è sempre avanti e in alto provate a pronunciare una M mantenendo la punta della lingua morbida e appoggiata ai denti inferiori, lasciando espandere la risonanza della M come se diceste "MMMMMMHHHH ce buono!". Ascoltate come il suono si concentra in avanti.







 La direzione del suono deve essere sempre tutta fuori e avanti, spesso suggerisco di pensare ad una strada piana e ampia verso l'estrno del volto. Dunque fissata la risonanza in avanti "in mezzo agli occhi" (all'inizio tenete sempre due dita) pensare ad una direzione orizzontale e sempre avanti del suono, come se la  voce seguisse una linea sempre dritta e in avanti, senza arresti e inceppamenti ma con continuità. Ho suggerito, con esiti positivi, agli allievi di pensare una volta percepito il suono tra gli occhi di afferrare idealmente il suono con le dita e tirarlo sempre avanti, come se fosse una pasta morbida, seguendo la direzione di un filo orizzontale. Si può lavorare in questo modo sia sul parlato che sul canto, ad esempio pronunciare parlando la sillaba BI-LI oppure RI o VI per più volte mantenendo sempre le immagini sopra espresse. Si può passare anche a parlare recitando delle frasi e poi arrivare a piccoli pezzi cantati. Curate sempre il suono che picchia avanti e la direzione orizzontale in fuori e avanti e l'idea di tirare morbidamente la vostra voce fuori seguendo una ideale linea orizzontale all'altezza degli occhi. E' utile non pensare a tante sillabe e suoni diversi ma una volta agganciata la prima sillaba o suono cantato in avanti le altre seguono la linea orizzontale in fuori, seguendo la scia del primo.

Nota: nel posare e accompagnare il suono "tra gli occhi" contemporaneamente rilassate la madibola:



 Per impostare un brano in maschera consiglio di lavorare su questi passaggi:

1. Leggere il testo impostandolo in avanti secondo quanto abbiamo detto;
2. Cantare tutto il pezzo solo sulla M o N (esercizio del muto), mantenendo l'idea del suono tra gli occhi e avanti;
3. Cantare tutto il brano sulla vocale I curando la continuità del suono: si fissa la prima I e la si trascina per tutte le frasi con l'idea della linea immaginaria orizzontale.


Suggerisco poi di sperimentare anche questo altro esercizio: poggiare le dita delle mani come se volessimo masaggaire le tempie, mentre si canta sperimentare che il suono si espande nei due terzi superiori del volto come nelle immagini che propongo. Mantenete sempre la posa del suono iniziale in avanti in mezzo agli occhi con direzione in fuori e lasciate che i suono riempiano anche tutto il volto: fronte, tempie, ali del naso, zigomi.





 Spero di esservi stato utile, come sempre ripeto che è importante essere seguiti almeno all'inizio da un docente.
A presto!
Andrea 







lunedì 17 aprile 2017

La respirazione diaframmatica: il mezzo principale per ottenere un suono puro, sostenuto e sicuro



Ho ricevuto molte e-mail private in cui mi viene chiesto della respirazione diaframmatica, sono sempre tanti i dubbi e le difficoltà. In questo post, racchiudendo le differenti richieste, cercherò di spiegare l’importanza della respirazione diaframmatica, del diaframma, dei muscoli addominali e molti altri aspetti, traendo spunto da quanto già esposto nella mia opera “semplicemente cantare”. Procederemo per gradi, userò un linguaggio semplice e spero a tutti voi lettori chiaro, facciamo insieme questo viaggio, alla scoperta della respirazione diaframmatica e della sua influenza sul canto e sulla parola.

Le fasi della respirazione e i principali muscoli coinvolti
Innanzitutto sappiamo che la respirazione viene svolta in due atti: inspirazione ed espirazione. In queste due fasi entrano in gioco principalmente due muscoli: il diaframma e il complesso di muscoli addominali. Il tono addominale e del diaframma sono in stato di contrattura permanente ma il tono di ciascuno si trasforma gradualmente secondo che ci si trovi  in inspirazione o  espirazione. In inspirazione prevale il tono del diaframma che scende in basso, mentre nell’espirazione diminuisce il tono del diaframma ed aumenta quello degli addominali.
Cominciamo con conoscere due elementi basilari nella respirazione diaframmatica: il diaframma e i muscoli addominali. 

Diaframma


E’ un muscolo a forma di  cupola, come una specie di cappello posto tra torace e addome. Se lo osserviamo lateralmente vediamo che dal punto più alto  (alla fine dello sterno) scende posteriormente: dal suo centro chiamato centro frenico si irradiano fasci di fibre verso la parte inferiore del torace, esse si inseriscono nelle cartilagini delle ultime costole posteriori  (la XI e XII costola) e sul rachide. Il diaframma ha un’ azione di pompa respingente: il centro frenico che è mobile, automaticamente e senza che ci pensiamo durante l’inspirazione si abbassa comprimendo il fegato, la milza e intestino (che in questo modo vengono sollecitati a muoversi avanti e in basso), inoltre questa compressione facilita la  circolazione di  sangue, bile, linfa.

Muscoli addominali
La natura ci ha dotati di un insieme di muscoli collocati nell’addome con funzione di contenimento e posturale: formano un corsetto intorno a tutta la vita anteriormente, lateralmente e posteriormente, proprio come una fascia elastica o una pancera. Essi dovrebbero mantenere fisiologicamente un discreto grado di tonicità (non di irrigidimento o tensione) tale da sostenere il nostro corpo. Gli addominali  hanno funzione basilare durante l’espirazione: la loro azione guida il fiato verso l’esterno, sostiene il diaframma e lo fa risalire in alto. Vediamo brevemente come essi favoriscono la stabilità del corpo ma anche della voce e la risalita del diaframma, ritengo importante visualizzarli e conoscerli:
  • Muscoli addominali retti: si estendono nella parte centrale addominale e hanno movimento dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, avvicinano costole alle anche.
  • Muscoli addominali trasversi: sono fibre orizzontali si dirigono in avanti verso l’ombelico.
     

    • Piccolo obliquo: fibre con direzione obliqua  dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l’interno.
    • Grande obliquo: fibre con direzione dall’alto verso il basso e dall’esterno all’interno.



    Quando si contraggono dunque tutti gli addominali è come se stringessimo attorno alla vita una pancera o una fascia elastica naturale, che va allenata per mantenerla tonica. Suggerisco di pensare la loro azione combinata considerando l’ombelico come il loro centro di risucchio, come se tutti gli addominali si stringessero attorno ad esso:



    La respirazione diaframmatica

    Inspirazione
    Quando immettiamo aria, i fasci di fibre  del diaframma si contraggono e il centro frenico si abbassa, questo comporta come uno stiramento verticale del torace ovvero un aumento del suo diametro verticale. Come abbiamo detto il diaframma si comporta come un pistone che scivola all’interno di un cilindro, questo abbassamento del centro frenico è però limitato dalla massa dei visceri addominali, per cui ad un certo punto la discesa del centro frenico si arresta.  Fermandosi  il centro frenico diventa  un punto fisso da cui poi le fibre muscolari si irradiano verso il basso con un movimento di ampiezza e profondità elevando le costole inferiori. Sollevandosi le costole inferiori si allargano, questo favorisce un ulteriore ampliamento della respirazione, infatti:
    ·         aumentano il diametro trasverso della parte inferiore del torace;
    ·          spingono in fuori lo sterno aumentando anche il diametro antero-posteriore.
    Il diaframma quindi è un muscolo primario perché da solo con la sua discesa automatica può aumentare i tre diametri del volume toracico.


    Ora dobbiamo fare una considerazione importantissima: il diaframma nella sua azione è legato a muscoli addominali con cui lavora in sinergia. 

    Come detto durante l’inspirazione il diaframma abbassa il centro frenico e aumenta il diametro verticale del torace, come se si stirasse in giù verso il basso, oppure  come una fisarmonica o una molla posta in verticale che viene afferrata e stirata in basso verso il ventre. Se gli addominali retti, trasversi e obliqui mantengono la naturale tonicità, subito intervengono in sinergia a questa discesa fungendo da sostegno al diaframma e non lasciando cadere in fuori e in basso l’addome. Se essi invece sono deboli e lasciamo che durante l’inspirazione la pancia si gonfi in maniera esagerata  il centro frenico non avrebbe un appoggio solido permettendo al diaframma di sollevare le costole inferiori. In questo modo si verifica una respirazione esclusivamente addominale: è vero che il diaframma si abbassa ma viene a mancare un aspetto basilare di sostegno muscolare che non significa irrigidimento dell’addome ma una elastica tenuta, lasciando che si espandano lievemente senza prolassare completamente, come in figura sottostante.



    La ferma contropressione degli addominali mentre inspiriamo e il diaframma discende crea un punto di appoggio solido per il centro frenico e permette alle costole di elevarsi, dunque a tutto il torace di ampliarsi a 360°: anteriormente, lateralmente e posteriormente.

    Sintetizzando la corretta inspirazione: l’aria scende e centro frenico si abbassa ampliando in ampiezza e larghezza il torace fino alle ultime costole che si aprono. In altre parole ho un movimento dall’alto verso il basso in cui  accresco le dimensioni del torace e sotto, attraverso il controllo dell’addome contengo l’espansione addominale, creando un sostegno.






    Espirazione
    Durante l’espirazione il diaframma non va tenuto abbassato o irrigidito verso il basso come insegnano alcune scuole di canto ma si lascia risalire in alto e lo si guida sostenendolo con un’azione vigorosa di tutti gli addominali che, in questa fase aumentano il proprio tono. La progressiva contrazione addominale:
    ·         chiude il torace e diminuiscono i volumi antero-posteriore e trasverso
    ·         spinge le viscere in alto facendo risalire il diaframma e il centro frenico
    ·         diminuisce anche il volume verticale del torace 
    .       guida il fiato e la voce








    Ripeto che  il tono addominale e del diaframma sono in uno stato di contrattura permanente ma il tono di ciascuno evolve in modo diverso in inspirazione e espirazione.

    Durante l’espirazione quindi la parola d’ordine è rilassare e lasciare salire diaframma e centro frenico e impiegare in modo deciso e vigoroso il tono addominale per sostenere e guidare la voce, come da figura sottostante. Il movimento degli addominali non è solamente in dentro e blando ma va pensato in dentro e verso l’alto e gradualmente sempre più vigoroso, come se gli addominali scavassero verso l’interno del diaframma portandolo sempre più in alto.



    Nell'immagine sopra: l' azione blanda degli addominali  






    Nelle tre immagini sopra l'azione vigorosa degli addominali


    Ora cari lettori provate ad esercitarvi:
    ·         inspirare lascando che il fiato scenda profondo e in basso verso l’addome ma avendo cura di controllare gli addominali, mantenendo un discreto tono, senza bloccarli rigidamente o all’opposto lasciarli cadere in fuori. Gli addominali seguono morbidamente il flusso dell’aria che dilata torace e addome e si adattano ad esso;
    ·         espirare lasciando che il fiato e la voce vengano sostenuti e guidati da un vigoroso tono addominale che cresce progressivamente, mantenete l’idea di un gesto in dentro e su come per far salire il diaframma, scavando sotto ad esso. Se riuscirete ad allenarvi in maniera corretta  la vostra voce sarà decisamente più ferma e sonora e proverete un senso di controllo sulla vostra voce!
    Concludo con alcune riflessioni: proviamo ad esercitare la spinta del diaframma in basso: ciò non significa  che volontariamente dobbiamo fare qualcosa magari irrigidirlo in giù o facendo movimenti muscolari, anzi dobbiamo imparare a non fare nulla e lasciarci respirare, lasciamo tutto il corpo morbido come se fossimo anestetizzati. Il diaframma si abbassa grazie all’aria che scende in basso come se volesse andare nella nostra pancia. L’aria scendendo abbassa la cupola del diaframma come se fosse fatta di morbidissima gomma. Il diaframma si abbandona. 

    Ora facciamo alcuni esercizi:

    1.      esercizio propedeutico per imparare ad indirizzare la “spinta diaframmatica” in basso: mettersi supini, porre un libro o un peso sul ventre, braccia lungo il corpo. Inspirando lentamente dal naso lasciamo che l’aria spinga in alto e in fuori il peso, in questo caso l’addome si rilassa completamente e sporge, come in una respirazione puramente addominale. Espiriamo contraendo l’addome gradualmente in modo vogoroso. Attenzione: questo esercizio di inspirazione addominale si trova spesso su riviste o in testi di canto ma a mio avviso è fuorviante: va bene come allenamento propedeutico per chi fa fatica a lasciare svivolare il fiato in basso, per imparare a lasciare andare il diaframma in giù, ma va poi ulteriormente migliorato come nell’esercizio sottostante controllando il tono addominale senza farlo prolasare in fuori e cedere in avanti.

    2.      Ora aggiustiamo il tiro e impariamo a controllare l’addome mentre inspiriamo: sempre supini con braccia lungo i fianchi inspiriamo mandando l’aria in profondità come nell'esercizio precedente pensando di alzare il oibro o il peso, ma stavolta senza abbandonare completamente l’addome cerchiamo di resistere dolcemente opponendo con esso una dolce tensione.  In questo modo percepiamo che una volta disceso il diaframma ha un sostegno e può aprire bene le costole inferiori innalzandole e aprire tutto il torace davanti, dietro e lateralmente. Espirare usando gli addominali vigorosamente pensando di far risalire sempre di più il diaframma con solamente il loro movimento in dentro e in su.

    Questa è la respirazione diaframmatica adatta al cantante come a chi suona strumenti a fiato o in chi utiizza la propria voce per scopi professionali come speackers, insegnanti, attori, doppiatori, ecc. Raccomando dunque di inspirare mandando il fiato in basso in profondità controllando però la parete addominale e di cantare o palrare utilizzando il movimento degli addominali che guidano il fiato, il canto e la parola.

    Spero vi sia tutto utile, allenate la voce in questo modo e vedrete sicuri risultati!