"Maestro Cattaneo, prima di tutto i miei complimenti e i ringraziamenti
per tutto il materiale che condivide e per l'aiuto che da.
Io studio canto da due anni sono un mezzosoprano, Le scrivo per chiedere anche io un suggerimento "pratico", ho la tendenza a lasciare cadere i suoni e non riesco a metterli a fuoco tutti, si creano delle disomogeneità. Mi potrebbe dare un suggerimento pratico, una strada che possa seguire e tenere di riferimento?
Grazie mille!!!
Emanuela da Vercelli".
Io studio canto da due anni sono un mezzosoprano, Le scrivo per chiedere anche io un suggerimento "pratico", ho la tendenza a lasciare cadere i suoni e non riesco a metterli a fuoco tutti, si creano delle disomogeneità. Mi potrebbe dare un suggerimento pratico, una strada che possa seguire e tenere di riferimento?
Grazie mille!!!
Emanuela da Vercelli".
Emanuela, sono contento se il materiale sia utile, sempre nel limite delle mie competenze provo a dare un suggerimento come mi chiede "pratico". Consideri che il fatto che i suoni si arretrino o non siano a fuoco o cadano in gola è una questione di tecnica e dunque con un pò di attenzione, concentrazione e impegno è possibile risolvere la difficoltà. Come sempre cercherò di usare dei termini e delle immagini semplici per fare capire anche ai neofiti i concetti, ho abbozzato anche delle immagini che spero siano utili.
Premettiamo che ci sono vocali come la Ie la E che sono dette anteriori, ovvero risuonano maggiormente avanti, diciamo generalmente sulla parete anteriore del palato, dagli incisivi in su. Altre vocali come la O, U, A sono invece posteriori e hanno maggiore tendenza a restare indietro o cadere giù in gola, dunque il primo passo è quello di "tenere su e avanati" anche le vocali posteriori, aiutandosi con delle guide nella proiezione del suono che sono le vocali I-E e alcune consonanti come la M, N, B, P. Sottolineo che questo lavoro andrebbe fatto con un insegnante per avere una guida e continui feedback.
Il suono veicolato dal fiato in uscita all'inizio degli studi va pensato "portato sempre avanti e fuori", un esercizio utile è quello di mettere un dito tra labbro superiore e naso pensando di avere un piccolo forellino da cui esce l'aria e fare dei vocalizzi sulla M. Percepirà delle vibrazioni abbastanza intense davanti nella zona orolabiale e spesso si ha una sensazione di vibrazione anche nella zona auricolare. Quando si vocalizza la M ad esempio su terze ascendenti (Es: do,re, mi, re, do), proiettata la prima M sulla zona del palato anteriore (appena sopra gli invisivi, grosso modo la zona tra naso e labbro superiore), lasciare scorrere il fiato liberamente come se, mi consenta il paragone, "esplodesse fuori liberandosi", come se uno scoppio che libera energia e suono che si espande poi fuori dal viso.
Un'immagine che suggerisco è quella di pensare ad una strada piana e ampia su cui tutti i suoni scorrono con estrema continuità, pensi ad essi come a delle macchine in corsa che seguono una strada che lei ha tracciato mentalmente: dalla laringe pensata ampia, si forma una curva in alto nel palato per poi proseguire fuori dal volto in avanti. Concetto poco tecnico ma spero per lei efficace.
Successivamente vocalizzi sulla sillaba MI, lasci "schioccare" la I in avanti anche in questo caso percepirà vibrazioni avanti e in alto, provi anche con le sillabe BI, PI, allenandosi con vocalizzi su terze o su quinte. Le suggerisco di pensare sempre al fiato avanti e lontano come se dovesse portare i suoni di fronte a Lei in un punto distante. Un esercizio che propongo è quello di pensare di dover "stampare" la M o la MI sul volto di un altra persona posta di fronte a noi concentrandola nel punto tra labbro superiore e radice del naso, questo abitua a pensare il suono fuori e proiettato, ogni consonante e vocale vanno ontano e fuori e restano in alto.
Il passo successivo sarà quello di portare su anche le altre vocali posteriori, utilizzando le sillabe-stampella o guida MI, BI,PI ad esempio inserisca anche O, A, U: si eserciti sulla sillaba MI-O, faccia lentamente il passaggio tra I-O, pensi di dover infilare cone filo in un ago la O nella posizione della I senza spostare la risonanza anteriore. Lo stesso lavoro, con molta pazienza va fatto per le altre vocali A,U. Gradualmente la persona accresce sensibilità percettiva e riconosce quando ad esempio la O è più indietro rispetto alla I.
Una raccomandazione: pensi sempre ad un percorso del fiato distribuito in tutto il vocalizzo che sia ad arco: il suono dalla laringe sale e gira sotto al palato con un movimento ad arco per poi uscire da un punto in cui concentrare il suono, un punto di riferimento che è tra labbro superiore e naso, raccomando la mandibola morbida.
Sottolineo che questa è una possibile strada per arrivare a mentenere i suoni avanti e in alto senza farli cadere, generalmente secondo l'allievo che si ha di fronte si possono proporre strade differenti, dunque si prenda quanto detto con flessibilità.
Ecco alcune immagini:
Nell'immagine sopra un ideale punto di uscita del suono posto tra labbro superiore e naso, si può posizionare un dito all'inizio per avere un feedback mentre si canta.
Spero di essere stato utile, per qualsiasi approfondimento o chiarimento mi contatti, a presto e buono studio!
Andrea










